L'Unione europea e le discriminazioni per orientamento sessuale
Ogni volta che una dichiarazione pubblica riaccende il tema, ricompare la stessa domanda mal posta: che cosa può fare l'Europa. La risposta utile passa dalla distinzione tra ciò che l'Unione ha competenza di fare, ciò che può soltanto raccomandare e ciò che resta agli Stati. Senza quella distinzione ogni discussione resta un esercizio di indignazione.
Che cosa rientra nelle competenze dell'Unione
I trattati vietano le discriminazioni e includono l'orientamento sessuale tra i motivi vietati; la Carta dei diritti fondamentali ribadisce il divieto e si applica quando gli Stati attuano il diritto dell'Unione.
Sul piano operativo lo strumento più solido riguarda il lavoro: la normativa europea sulla parità di trattamento in materia di occupazione impegna gli Stati a vietare le discriminazioni nell'accesso al lavoro, nelle condizioni e nel licenziamento, e prevede tutele processuali, tra cui il ripartirsi dell'onere della prova a favore di chi denuncia.
Ci sono poi la libertà di circolazione e i suoi effetti sul riconoscimento delle situazioni familiari, materia sulla quale la giurisprudenza della Corte di giustizia ha inciso più di qualunque atto politico.
Che cosa l'Unione può soltanto chiedere
Il diritto di famiglia, lo stato civile e il diritto penale restano in larga misura nazionali. Sui temi che escono dall'ambito del lavoro l'Unione dispone di strumenti più debole: risoluzioni del Parlamento europeo, raccomandazioni, dialogo politico, condizionalità legata ai fondi, e le procedure previste dai trattati per le violazioni gravi dei valori comuni, che sono lente e politicamente costose.
Vale anche la pena ricordare che le posizioni di autorità religiose non sono atti giuridici: non sono impugnabili e non generano obblighi. Le reazioni istituzionali sono atti politici, e come tali vanno letti.
Che cosa fa concretamente il Parlamento europeo
Approva risoluzioni, che orientano senza vincolare; svolge audizioni e indagini; interroga la Commissione, che è obbligata a rispondere; e usa la procedura di bilancio, che è il suo strumento più tangibile.
Per chi segue il tema, le interrogazioni parlamentari sono la fonte più pratica: contengono un fatto, una domanda e una risposta ufficiale, tutte e tre datate e citabili.
Dove si trovano i documenti
Sui registri pubblici delle istituzioni: atti e risoluzioni del Parlamento, documenti della Commissione, sentenze della Corte di giustizia in testo integrale. L'agenzia dell'Unione per i diritti fondamentali pubblica indagini comparate tra gli Stati membri, utili perché misurano l'esperienza delle persone e non le intenzioni dei governi.
Il consiglio pratico è sempre lo stesso: risalire dal titolo al testo. Le cronache riportano il passaggio più forte di una risoluzione; il testo integrale chiarisce a chi si rivolge, che cosa chiede e con quale efficacia, e in genere è più breve di quanto si tema.
Che cosa può fare una persona
Se la discriminazione riguarda il lavoro, esistono strade interne e il diritto nazionale di attuazione, con organismi nazionali di parità competenti a assistere. Se riguarda l'applicazione del diritto dell'Unione, restano la denuncia alla Commissione e la petizione al Parlamento europeo, che sono gratuite e lasciano una traccia documentale pubblica.