DOP, IGP e STG
Le scritte minute sulle etichette degli alimenti italiani possono sembrare un gioco di assemblaggio di nomi accreditati dall'UE - ma le differenze tra Denominazione d'Origine Protetta (DOP), Indicazione Geografica Protetta (IGP) e Specialità Tradizionale…
di Redazione18 settembre 20262 min di lettura

Le scritte minute sulle etichette degli alimenti italiani possono sembrare un gioco di assemblaggio di nomi accreditati dall'UE - ma le differenze tra Denominazione d'Origine Protetta (DOP), Indicazione Geografica Protetta (IGP) e Specialità Tradizionale Garantita (STG) sono fondamentali. Se sei un consumatore che si chiede cosa garantisca ciascun marchio, tutto si riduce a controllare il registro ufficiale dell'UE, non solo la formulazione o il design del logo sulla confezione.
DOP corrisponde a Protected Designation of Origin (PDO) a livello UE, mentre IGP sta per Protected Geographical Indication (PGI); STG equivale a Traditional Speciality Guaranteed (TSG). Per capire cosa significa realmente ogni marchio, devi consultare il database pubblico eAmbrosia della Commissione per verificare lo status legale ufficiale del nome del prodotto. Quel registro è stato lanciato 3 anni fa e ad aprile 2021 contava 3.424 indicazioni geografiche registrate in tutta l'UE.
eAmbrosia contiene tutti i dettagli: per ogni nome PDO/DOP o PGI/IGP, il database mostra lo stato della registrazione, le specifiche standard applicabili e un collegamento alla documentazione legale in cui il nome è stato formalmente protetto. I requisiti per cui, ad esempio, ogni fase di un prodotto DOP deve avvenire entro limiti geografici rigorosi, o che un produttore IGP deve svolgere almeno una fase nell'area definita. I nomi TSG/STG, invece, identificano ricette e metodi senza alcun legame geografico obbligatorio.
Tutti i nomi dei prodotti e le loro specifiche approvate sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea. I controlli regolari informano il pubblico su nuove approvazioni o quelle in sospeso, e i cittadini attenti hanno una finestra di 3 mesi per presentare eventuali obiezioni a una registrazione proposta. Dopo la pubblicazione, senza reclami, il registro UE delle IG lo includerà come protetto. Per i nomi di prodotti registrati italiani, il MASAF (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) ha una sezione dedicata sul suo sito riguardante DOP, IGP e STG in Italia.
Tuttavia, il miglior controllo sull'etichetta per un consumatore è quello che può scaricare sul proprio cellulare. Se vedi marchi DOP/PDO, IGI/PGI o STG/TSG, dovresti verificare autonomamente sul registro eAmbrosia se il nome corrisponde a quello registrato e leggere le specifiche di ciò che il nome registrato garantisce.
Se vedi nomi di prodotti che «evocano associazioni» con nomi PDO, PGI o TSG, o se vedi grafiche DOP, IGP o STG che non corrispondono esattamente all'aspetto che i loghi autorizzati dall'UE dovrebbero avere sulle confezioni, allora nel linguaggio UE hai il diritto di presentare un reclamo alle autorità. Questa è la gestione delle cosiddette «dichiarazioni illegittime».
, sebbene il volume delle sue esportazioni agroalimentari possa renderne i nomi tra i più visibili ai consumatori fuori dall'UE.
L'ombrello della protezione UE sui nomi dei prodotti alimentari non implica nulla sulla qualità del prodotto stesso. Le etichette identificano ciò che il nome garantisce. Detto questo, questo allarme consumatori arriva con, e che ulteriori controlli erano possibili solo con un accesso a livello aziendale ai dati della Commissione.
Fonti ufficiali
- European Commission, Geographical indications registers (agriculture.ec.europa.eu)
- data.europa.eu dataset entry for eAmbrosia (data.europa.eu)
- European Commission, Agri-food data portal PGI/PDO/GI/TSG table (agridata.ec.europa.eu)
- MASAF, Normativa (DOP, IGP, STG) - Consorzi di tutela (masaf.gov.it)
- MASAF, Notizie (DOP, IGP, STG - tutti settori) (masaf.gov.it)
Le regole, le soglie e gli importi possono cambiare: prima di decidere verifica sempre sul sito ufficiale dell'ente competente.



