Indice FOI e affitto
Quando si tratta di aggiornare affitti e spese condominiali per contratti residenziali e commerciali in Italia, l’indice FOI ISTAT rimane il riferimento principale. Ma non tutti sanno come trovare e utilizzare il dato ufficiale.
di Redazione18 settembre 20262 min di lettura

Questa guida spiegherà quale indice ISTAT richiede la legge, la formula per l’aggiornamento dell’affitto e dove trovare il numero ufficiale ISTAT.
I tre indici dei prezzi ISTAT
ISTAT, l’istituto nazionale di statistica italiano, pubblica tre indici dei prezzi al consumo: il NIC, il FOI e l’IPCA.
Il NIC (Indice Nazionale dei Prezzi al Consumo per l’Intera Collettività) rappresenta la variazione generale dei prezzi di acquisto per l’intera popolazione italiana. Il FOI (Indice dei Prezzi al Consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati), invece, si concentra sulle variazioni dei prezzi per le famiglie di operai e impiegati. L’IPCA (Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo), infine, è l’indice europeo armonizzato dei prezzi al consumo.
Tutti e tre gli indici vengono pubblicati mensilmente.
Come l’indice FOI influenza l’aggiornamento degli affitti
Alcuni contratti di locazione in Italia fanno riferimento all’indice FOI per stabilire l’affitto – e per aggiornarlo nel tempo. Gli articoli 24 e 32 della Legge sull’Affitto del 1978 specificano che per i contratti di locazione residenziale, l’aggiornamento annuale deve essere calcolato in base all’indice FOI:
Utilizzando la formula: vecchio affitto × (1 + variazione FOI / 100) × 0,75
La variazione FOI è calcolata dall’indice dell’anno precedente.
Alcuni contratti di affitto possono utilizzare l’ultimo indice FOI disponibile, ad esempio quello del 31 dicembre, per determinare gli aggiornamenti dell’affitto.
Come trovare e utilizzare l’ultimo indice FOI
ISTAT pubblica aggiornamenti mensili di tutti e tre i principali indici dei prezzi, insieme alle serie storiche, sul suo portale dati dedicato I.Stat:
Questa pagina è dove proprietari, inquilini e avvocati dovrebbero cercare il valore ufficiale dell’indice per basare i loro calcoli.
Prima di applicare gli aggiornamenti dell’affitto, verifica queste condizioni contrattuali e commerciali
Sebbene ISTAT aggiorni regolarmente tutti e tre i principali indici dei prezzi, alcune situazioni specifiche possono complicare i calcoli degli affitti. Ad esempio, se il contratto di locazione utilizza la cedolare secca, non è consentito aggiornare l’indice FOI.
Inoltre, frasi e condizioni specifiche all’interno dei singoli contratti di locazione possono prevalere sullo standard basato sull’indice FOI. Redigere e rivedere ogni contratto particolare per il linguaggio corretto è fondamentale.
Infine, gli aumenti degli affitti basati sull’indice FOI sono generalmente calcolati in proporzione alla parte dell’anno trascorso nell’abitazione – quindi il rinnovo potrebbe influire sul pagamento totale.
Aggiornare un affitto con l’indice FOI ISTAT correttamente richiede molta attenzione nel percorso da seguire prima di iniziare:
Passo 1: Conoscere il tipo di contratto di locazione. Potrebbero applicarsi limitazioni o eccezioni, come nel caso della cedolare secca, ad esempio. Passo 2: Confermare il costo della vita e i dati FOI sulla pagina ufficiale. Passo 3: Inserire la variazione nella formula ufficiale e applicarla.
Basta assicurarsi di utilizzare il FOI invece del NIC, verificare il periodo di variazione e lavorare con i propri numeri.
Fonti ufficiali
Le regole, le soglie e gli importi possono cambiare: prima di decidere verifica sempre sul sito ufficiale dell'ente competente.



