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Testata indipendente · Europa, economia, consumiAggiornato il
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L'Europa e l'economia spiegate a chi vive in Italia

Commercio e consumi

Agricoltura, trend positivi

Dall'archivio di DelegazionePSE.it

Articolo d'archivio: è stato pubblicato anni fa e descrive la situazione di allora. Dati, nomi e cariche possono non essere più attuali.

Agricoltura, trend positivi
Foto: Canto alla Moraia / Flickr, CC BY 2.0

Sempre di più si parla di ambiente ed ecologia, ora anche anche nel campo dell’agricoltura. Recentemente è stato inviato un appello agli europarlamentari europei che non vogliono più finanziare con i fondi pubblici un’agricoltura che inquina e che non garantisce cibo di qualità (leggi qui l’appello).

L’appello è molto importante, soprattutto per sostenere il trend che si sta verificando già da anni nel mondo agricolo. Negli ultimi anni si ha assistito ad una vera e propria svolta green nel mondo dell’agricoltura. Da una ricerca é emerso che nelle 2.000 imprese italiane negli ultimi anni è aumentata l’efficienza, è diminuito l’inquinamento e sono cresciute le esportazioni. La ricerca ha rivelato inoltre che nelle 2.000 imprese italiane si è abbassata la media dell’età degli addetti del lavoro.
Nonostante la crisi l’Italia è un Paese con ottimi dati di export. Il made in Italy è un marchio sempre più richiesto nel mondo, soprattutto grazie alla crescita economica dei Paesi asiatici come Cina e India che richiedono prodotti di qualità italiani. Insieme alla moda e al design il cibo è uno dei pilastri dell’export italiano. L’Italia è -dopo la Germania- il Paese più manifatturiero d’Europa.

Un settore, quello agricolo, su cui vige ancora un’immagine vecchia, ovvero la fuga dai campi e l’abbandono di essi. Questo fenomeno è stato riscontrato in Italia per decenni, ma oggi i numeri raccontano un’altra storia e parlano di un settore forte. L’agricoltura è una delle realtà economiche più importanti del nostro Paese. Nel 2012 è stato registrato in campo agricolo il più elevato aumento nel numero di lavoratori dipendenti: un incremento del 3,6% a fronte di un andamento generale del mercato del lavoro segnato dal continuo e drammatico aumento dei livelli di disoccupazione.