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La BCE avvia i tagli mentre si avvicina la fase finale di un 2024 ricco di eventi

08 novembre 2026

La Banca Centrale Europea ha annunciato nel giugno 2024 il primo taglio dei tassi negli ultimi cinque anni, avviando un nuovo ciclo di allentamento graduale che sta già avendo ripercussioni sui mutuatari italiani e sulle banche, anche se i mercati hanno iniziato a cercare segnali dell'avvicinarsi della fase finale.

Il primo taglio di 25 punti base, che ha portato il tasso sui depositi al 3,75%, ha interrotto nove mesi di livelli storicamente elevati, mentre la presidente della BCE Christine Lagarde avvertiva di una "strada accidentata" con l'economia dell'area euro che perdeva slancio. Gli economisti lo hanno interpretato come l'inizio di una serie di tagli ancora più consistenti, con una proiezione che ne prevede altri sette nel prossimo anno.

Effettivamente, entro dicembre la banca aveva ridotto i tassi al 3%, dopo un taglio di 25 punti base a settembre successivo ad altri due riduzioni consecutive a giugno e settembre 2024, che avevano già abbassato il tasso sui depositi di 75 punti base. Lagarde non ha specificato ulteriori alleggerimenti in programma, mantenendo il mantra delle decisioni basate sui dati, ma ha eliminato l'espressione che la politica doveva rimanere "sufficientemente restrittiva", suggerendo un probabile orientamento più accomodante.

Tuttavia, l'ultima mossa del dicembre 2024 sarebbe rimasta l'ultima per anni. Entro aprile 2025, la BCE aveva concluso il ciclo di allentamento dopo otto interventi che avevano portato i tassi al 2%. Ha annunciato una "pausa di durata presumibilmente indeterminata" dopo aver raggiunto il 2% in otto mesi, con l'ultimo aggiustamento al meeting di febbraio 2025 di 25 punti base.

Già nel giugno 2025 la banca ribadiva questa pausa, insistendo si trattasse di un'interruzione, pur parlando di crescita e inflazione in miglioramento che sembravano garantire la stabilità del tasso BCE al 2%. Dal 2026, la BCE cerca cautamente una posizione neutra invece di promettere rialzi, optando per valori stabili, con l'ultimo tasso invariato mentre avvertiva che i prezzi energetici elevati rischiano sia di alimentare l'inflazione che di vanificare i vantaggi dei tassi più bassi.

In questo modo, la BCE si è lasciata ampio margine di manovra nel caso in cui la delicata ripresa europea non raggiunga quella che la banca definisce stabilizzazione, dato che pressioni come le incertezze politiche nell'UE e negli USA potrebbero aumentare. Il consiglio dei governatori, intanto, prevede che le condizioni del 2026 si mescoleranno con fattori che vanno dalla stabilità dei prezzi energetici alla trasmissione monetaria agevolata ai consumatori italiani.

Effetti sui mutui a tasso variabile, ma gradualmente

I primi interventi della BCE si sono rapidamente riflessi sui mutui italiani a tasso variabile, ma con un ritardo rispetto ai tagli della banca centrale. I siti di confronto hanno iniziato a registrare offerte variabili inferiori a quelle a tasso fisso con l'avvicinarsi del ciclo di allentamento annuale della BCE.

Ad esempio, tra la fine del 2023 e marzo 2025, il tasso annuo effettivo globale (TAEG) medio sui mutui italiani è diminuito di circa 118 punti base al 3,54%, mentre il tasso di rifinanziamento principale della BCE era sceso di 250 punti base. Questa "trasmissione lenta" dei tagli BCE ai tassi dei prestiti nell'economia reale è visibile nei movimenti mese su mese.

L'associazione dei consumatori Codacons ha modellizzato l'impatto dei tagli su un mutuo tipico di una famiglia italiana: dopo un costo iniziale del 4,92% nel novembre 2023, quando i tassi BCE superavano ancora il 4%, il TAEG massimo era sceso di 138 punti base al 3,54% entro marzo 2025. Solo il calo di 38 punti base a gennaio, dopo il taglio della BCE di febbraio, potrebbe aver ridotto la rata mensile di una famiglia tra 13 e 30 euro e gli interessi totali di almeno 156 euro l'anno, secondo le stime del Codacons.

Tuttavia, il ritardo è maggiore di quanto alcuni immaginassero. Il Codacons ha calcolato che un taglio di 25 punti base potrebbe ridurre le rate fino a 29 euro al mese, con un risparmio di 324 euro l'anno sugli interessi per un mutuo di 140.000 euro a 20 anni.

Eppure, questi risparmi sono ben lontani da un orizzonte radioso, anche se l'impasse economica mantiene invariati i tassi BCE e i gestori insistono sul fatto che le tendenze future determineranno i venti favorevoli ai consumatori.