kW, kWh e contatore
Arriva la bolletta dell'elettricità in Italia, e le spese mensili sembrano ragionevoli. Ma prova a usare il forno e la lavatrice insieme, e troppo spesso, le luci sfarfallano e si spengono; il contatore è «scattato».
di Redazione18 settembre 20264 min di lettura

Perché l'alimentazione si interrompe, anche se il tuo consumo totale di energia non è elevato?
La risposta sta non solo nella quantità di energia che usi, ma in come quel consumo è distribuito nel tempo; più precisamente, conta se stai prelevando più potenza dalla rete in un dato istante di quanto il contatore possa gestire. I contatori domestici italiani offrono una capacità di potenza: la potenza massima che possono fornire in un istante, misurata in kilowatt (kW). Questa capacità disponibile non è la stessa cosa della potenza totale consumata in un periodo più lungo, misurata in kilowattora (kWh). I due concetti sono spesso confusi, ma in un'interruzione dell'alimentazione, è il limite di potenza istantaneo del contatore quello che conta.
Le cifre mensili dell'elettricità a quattro cifre in kWh si riferiscono alla carica energetica: essenzialmente, la quantità di elettricità usata nel tempo. Ma in documenti come la struttura tariffaria della distribuzione elettrica di ARERA, vedi un'altra voce: la quota potenza, o quota di potenza. Questo è il costo per avere a disposizione una certa potenza disponibile in un dato istante, misurata in kW. Ovviamente, l'infrastruttura energetica va costruita e mantenuta, quindi alcune quote potenza sono inevitabili; ma significano anche che paghi in base alla capacità installata, anche quando ne usi molta meno.
La spiegazione di ARERA sulle forniture domestiche a bassa tensione dà un indizio sul perché questa struttura tariffaria conta. Per questi contratti fino a 30 kW, la capacità disponibile è il 10% in più del valore indicato nella richiesta di connessione. Questa capacità è importante perché il contatore si disconnette se richiedi troppa potenza in una volta sola. ARERA dunque descrive la cosiddetta quota capacità in bolletta come basata su quella capacità disponibile, non sul consumo energetico grezzo.
Perché il tuo consumo energetico si avvicinerebbe al limite di capacità di una connessione da 3 kW così spesso, a meno che non si tratti di una casa insolitamente energivora? In realtà, gli esempi di riferimento di ARERA per le famiglie indicano il caso comune. Un contratto domestico «standard» italiano ha una capacità di 3 kW e consuma 2.700 kWh all'anno.
Con questa connessione da 3 kW, spesso ti imbatterai in picchi di richiesta per elettrodomestico quando più carichi assorbono potenza simultaneamente: lavatrici, pompe di calore, piani a induzione e forni possono arrivare intorno ai 2 kW. Con solo quei quattro accesi insieme, hai raggiunto il massimo momentaneo di 3,3 kW disponibile in un contratto da 3 kW. La tua lavatrice può facilmente arrivare a 2 kW, per esempio, mentre il forno è a 1 kW. Prova a usarli insieme, e nemmeno il 10% di margine ti porterà a un altro ciclo di asciugatura da 200 giri. Hai superato la capacità disponibile per un momento, e il contatore che si disconnette è lì per evitare guai peggiori.
Quindi se la tua famiglia supera regolarmente i 3 kW di richiesta di potenza istantanea anche con un uso accorto degli elettrodomestici, la bolletta lo rifletterà. Per evitare gli scatti, puoi scegliere di sfalsare l'uso degli elettrodomestici ad alta potenza — il forno, la lavatrice, il riscaldamento, l'aria condizionata. Ma se devi usarli simultaneamente, e il contatore offre al massimo sfarfallii indistinguibili, potresti considerare di chiedere un aumento di potenza.
Vale la pena notare che, rispetto all'alternativa, questa è una richiesta di modifica molto meno invasiva che chiedere la sostituzione del contatore, almeno al livello dei 3 kilowatt; persino a 6 kW l'aumento di potenza è un processo amministrativo semplificato. E-Distribuzione specifica chiaramente che un cambiamento della fornitura di potenza per connessioni a bassa tensione deve passare attraverso il fornitore di elettricità. L'aumento richiesto farà salire la quota potenza che appare tra le voci di costo escluso in bolletta — in questo caso, vedrai una quota potenza specifica per i kilowatt aggiuntivi concessi.
In breve, il contatore che si disconnette segnala un momento in cui hai raggiunto un picco di potenza istantaneo. E gli aumenti di potenza devono passare attraverso il fornitore, non il distributore locale. Quello è un aumento in bolletta che è meglio evitare con un'attenta gestione della potenza, a meno che, ovviamente, non ti serva la capacità per far funzionare tutti gli elettrodomestici contemporaneamente.
Fonti ufficiali
Le regole, le soglie e gli importi possono cambiare: prima di decidere verifica sempre sul sito ufficiale dell'ente competente.



