<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>delegazionepse.it &#187; Italia</title>
	<atom:link href="/tag/italia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://delegazionepse.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 04 Dec 2013 09:00:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.7.1</generator>
	<item>
		<title>L&#8217;economia in Italia ha bisogno di una rivoluzione</title>
		<link>https://delegazionepse.it/leconomia-in-italia-ha-bisogno-di-una-rivoluzione/</link>
		<comments>https://delegazionepse.it/leconomia-in-italia-ha-bisogno-di-una-rivoluzione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2013 07:25:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[la redazione di delegazionepse.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[adattamento marginale]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[nicchie di mercato]]></category>
		<category><![CDATA[produttività]]></category>
		<category><![CDATA[sistema produttivo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://delegazionepse.it/?p=151</guid>
		<description><![CDATA[Sentiamo ultimamente il premier Enrico Letta, coadiuvato dal ministro dell&#8217;economia Saccomanni, dire che l&#8217;uscita dal tunnel della crisi &#232; in procinto di arrivare: ancora pochi passi, o pochi mesi, e ne saremo fuori. Eppure sono quindici anni che, crisi a parte, l&#8217;economia del Belpaese non cresce, tuttalpi&#249; resta in una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><div id="attachment_150" style="width: 292px" class="wp-caption alignleft"><a href="/wp-content/uploads/2013/08/wpid-rivoluzione.png" target="_blank" title="Rivoluzione - Foto di &copy; Pixel Embargo - Fotolia"><img class="size-medium wp-image-150" title="Rivoluzione - Foto di &copy; Pixel Embargo - Fotolia" src="/wp-content/uploads/2013/08/wpid-rivoluzione.png" alt="Rivoluzione - Foto di &copy; Pixel Embargo - Fotolia" width="282" height="282" /></a><p class="wp-caption-text">Rivoluzione - Foto di &copy; Pixel Embargo - Fotolia</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">Sentiamo ultimamente il premier Enrico Letta, coadiuvato dal <a title="ministro dell'economia Saccomanni" href="http://www.treccani.it/enciclopedia/fabrizio-saccomanni/" target="_blank">ministro dell&#8217;economia Saccomanni</a>, dire che <strong>l&#8217;uscita dal tunnel della crisi &egrave; in procinto di arrivare</strong>: ancora pochi passi, o pochi mesi, e ne saremo fuori. Eppure sono quindici anni che, crisi a parte, l&#8217;economia del Belpaese non cresce, tuttalpi&ugrave; resta in una situazione di stallo. A nulla o quasi sono servite le manovre dei governi che si sono alternati sugli scranni del potere nel passato recente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci aiuta a comprendere meglio la situazione <strong>il concetto economico di adattamento marginale</strong>. Quando un fenomeno, in questo caso l&#8217;assenza di crescita del sistema produttivo, &egrave; causato da una rete interconnessa di fattori, &egrave; inutile intervenire con piccole modifiche, nonostante queste vadano nella giusta direzione: <strong>quel che serve &egrave; un piano globale che consideri tutti i fattori in gioco.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fino ad ora il modello italiano si &egrave; basato sulla <strong>conquista di nicchie di mercato</strong> con produzioni limitate e destinate a clientele specifiche. In questo modo in molti settori si &egrave; raggiunta l&#8217;eccellenza, grazie al lavoro specializzato di tante piccole e piccolissime imprese sparse per tutta la Penisola.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mercato unico europeo, e la moneta unica, hanno tuttavia portato scompiglio in questo paradigma, in quanto <strong>tra i Paesi membri dell&#8217;Unione ci sono sensibili differenze di produttivit&agrave;</strong>, che andrebbero colmate con costi e stipendi pi&ugrave; bassi. L&#8217;Italia accusa un grave deficit di produttivit&agrave; in rapporto ai Paesi pi&ugrave; avanzati sotto questo profilo come la Germania, e non ha compensato riducendo il costo del lavoro, che per le imprese rimane alto. Tutte le riforme hanno perci&ograve; considerato <strong>&ldquo;il costo del lavoro&rdquo;</strong> come il male assoluto da abbattere.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi italiana &egrave; prima di tutto la crisi di un modello industriale, per modificare il quale bisognerebbe agire con <strong>una vera e propria rivoluzione su tutti i fronti</strong>, dal sistema educativo alla finanza, dall&#8217;organizzazione del lavoro alla logistica.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://delegazionepse.it/leconomia-in-italia-ha-bisogno-di-una-rivoluzione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tagli all&#8217;istruzione</title>
		<link>https://delegazionepse.it/tagli-allistruzione/</link>
		<comments>https://delegazionepse.it/tagli-allistruzione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Mar 2013 07:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[la redazione di delegazionepse.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[investimento]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[tagli sull'istruzione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://delegazionepse.it/?p=143</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;Italia ha tagliato pi&#249; di ogni altro Paese europeo sull&#8217;istruzione. Sono tempi difficili per l&#8217;Europa, che sta cercando di superare questa crisi adottando diverse soluzioni. Ma il taglio all&#8217;istruzione non &#232; di certo la soluzione giusta per risolvere il problema. A sottolinearlo anche l&#8217;UE, che trova inadeguati i tagli sull&#8217;istruzione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia ha tagliato pi&ugrave; di ogni altro Paese europeo sull&#8217;istruzione. Sono <strong>tempi difficili per l&#8217;Europa</strong>, che sta cercando di superare questa crisi adottando diverse soluzioni. Ma il taglio all&#8217;istruzione non &egrave; di certo la soluzione giusta per risolvere il problema. A sottolinearlo anche l&#8217;UE, che trova <strong>inadeguati i tagli sull&#8217;istruzione attuati dall&#8217;Italia</strong>. La <a title="Commissione Europea" href="http://ec.europa.eu/index_it.htm" target="_blank">Commissione Europea</a> ha ripreso l&#8217;Italia dicendo: &#8220;<em>Sono tempi difficili per le finanze nazionali ma abbiamo bisogno di un approccio coerente in tema di investimenti pubblici nell&#8217;istruzione e nella formazione poich&eacute; questa &egrave; la chiave per il futuro dei nostri giovani e per la ripresa di un&#8217;economia sostenibile nel lungo periodo</em>&#8220;. La crisi c&#8217;&eacute; e questo &egrave; un dato di fatto, ma occorre capire quali siano i tagli migliori da fare risparmiando settori importanti quali l&#8217;istruzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><div id="attachment_142" style="width: 334px" class="wp-caption alignright"><a href="/wp-content/uploads/2013/03/wpid-istruzione.png" target="_blank" title="istruzione - Foto di &copy; Minerva Studio - Fotolia"><img class="size-medium wp-image-142" title="istruzione - Foto di &copy; Minerva Studio - Fotolia" src="/wp-content/uploads/2013/03/wpid-istruzione.png" alt="istruzione - Foto di &copy; Minerva Studio - Fotolia" width="324" height="216" /></a><p class="wp-caption-text">istruzione - Foto di &copy; Minerva Studio - Fotolia</p></div><strong>Androulla Vassiliou</strong>, il commissario europeo responsabile per l&#8217;istruzione, la cultura, il multilinguismo e la giovent&ugrave;, ha affermato che: &#8220;<em>Se gli Stati membri non investono adeguatamente nella modernizzazione dell&#8217;istruzione e delle abilit&agrave; ci troveremo sempre pi&ugrave; arretrati rispetto ai nostri concorrenti globali e avremo difficolt&agrave; ad affrontare il problema della disoccupazione giovanile</em>&#8220;. L&#8217;Italia ha iniziato a tagliare pesantemente sull&#8217;istruzione dal 2008 con la <a title="riforma Gelmini" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/09/Scuola-sindacati-Gelmini-riforma.shtml?uuid=c4d43306-8654-11dd-96c0-d66fc13e6" target="_blank">riforma Gelmini</a> e ora il Paese si trova dinanzi ad una crisi economica che non riesce pi&ugrave; a gestire. Continuano dunque i tagli, ma nella direzione sbagliata. Altri Stati membro europei colpiti dalla crisi hanno deciso ad esempio di tagliare in vari settori, ma di <strong>incrementare l&#8217;investimento nell&#8217;istruzione</strong> perch&eacute; di fondamentale importanza per il futuro di qualsiasi Paese. Ad esempio Lussemburgo, Danimarca, Austria e Svezia nonostante le difficolt&agrave; economiche degli ultimi tempi hanno scommesso sulla scuola incrementando le risorse.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://delegazionepse.it/tagli-allistruzione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>UE: situazione rifiuti</title>
		<link>https://delegazionepse.it/ue-situazione-rifiuti/</link>
		<comments>https://delegazionepse.it/ue-situazione-rifiuti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 07:05:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[la redazione di delegazionepse.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Speciale UE]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostat]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[media europea]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://delegazionepse.it/?p=137</guid>
		<description><![CDATA[Sul fronte del riciclo l&#8217;Italia &#232; ancora molto indietro rispetto al resto d&#8217;Europa. Un italiano in media produce all&#8217;anno 535 chili pro capite, mentre un danese ne produce 718 chili a testa (i primi a livello europeo per produzione di rifiuti), ma tra i due Paesi c&#8217;&#232; una sostanziale differenza. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><div id="attachment_136" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="/wp-content/uploads/2013/03/wpid-riciclo.png" target="_blank" title="riciclo - Foto di &copy; barbaliss - Fotolia"><img class="size-medium wp-image-136" title="riciclo - Foto di &copy; barbaliss - Fotolia" src="/wp-content/uploads/2013/03/wpid-riciclo.png" alt="riciclo - Foto di &copy; barbaliss - Fotolia" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">riciclo - Foto di &copy; barbaliss - Fotolia</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">Sul fronte del riciclo l&#8217;Italia &egrave; ancora molto indietro rispetto al resto d&#8217;Europa. <strong>Un italiano in media produce all&#8217;anno 535 chili pro capite</strong>, mentre un danese ne produce 718 chili a testa (i primi a livello europeo per produzione di rifiuti), ma tra i due Paesi c&#8217;&egrave; una <strong>sostanziale differenza</strong>. Per la Danimarca come in tanti altri Paesi europei i rifiuti vengono considerati una risorsa e per la maggior parte trsaformati in qualcosa di utile, mentre in Italia non siamo ancora arrivati a questo punto. <strong>In Danimarca finisce in discarica soltanto il 3% dei rifiuti, mentre in Italia il 49%</strong>. Il dato italiano appare basso paragonato a quello della Romania, dove il 99% dei rifiuti finisce in discarica, ma molto alto paragonato a quello della Germania e del Belgio, dove &egrave; solo l&#8217;1% l&#8217;immondizia che finisce in discarica. <br />Dall&#8217;<strong>indagine Eurostat</strong>, l&#8217;ufficio di statistica Ue, &egrave; emerso che nel 2011 i<strong>n Italia solo il 34% di immondizia &egrave; stata riciclata o trasformata in compost, contro la media dell&#8217;Europa che si aggira attorno al 40%.</strong> <br />Anche sul fronte riciclo &egrave; la Germania a detenere il primato. <strong>In terra teutonica si ricicla e trasforma in compost il 63% dei rifiuti. Al secondo posto si &egrave; classificata l&#8217;Austria (62%), al terzo i Paesi Bassi (61%) ed al quarto il Belgio (57%)</strong>.<br />Il quadro disegnato da Eurostat rivela generalmente un trend positivo dato che negli ultimi dieci anni sono stati fatti in Europa passi da gigante.<strong> Nel 2001 si riciclava nel <a title="Vecchio Continente" href="http://gaianews.it/attualita/come-si-smaltiscono-i-rifiuti-nellunione-europea-36685.html#.UVGjnxlaFz8" target="_blank">Vecchio Continente</a> soltanto il 21%, mentre oggi &egrave; il 40%.</strong> <br /><strong>In Italia nel 2011 sono stati prodotti complessivamente 535 chili di rifiuti pro-capite. Il 49% dei ricicli e&#8217; stato conferito in discarica, il 17% negli inceneritori, il 21% riciclati, e il 13% trasformati in compost.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://delegazionepse.it/ue-situazione-rifiuti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ingovernabilità</title>
		<link>https://delegazionepse.it/ingovernabilit/</link>
		<comments>https://delegazionepse.it/ingovernabilit/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2013 07:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[la redazione di delegazionepse.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Belgio]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[ingovernabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Paese]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://delegazionepse.it/?p=133</guid>
		<description><![CDATA[Dopo le elezioni di febbraio l&#8217;Italia sembra essere diventato un Paese ingovernabile. La stampa nazionale e internazionale non sembra parlare di altro e soprattutto i Paesi dell&#8217;UE si chiedono come l&#8217;Italia possa mettere in piedi un governo stabile dinanzi a questi risultati elettorali. Il leader di Movimento 5 Stelle Beppe [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo le <strong>elezioni di febbraio</strong> l&#8217;Italia sembra essere diventato un <strong>Paese ingovernabile</strong>. La <strong>stampa nazionale e internazionale</strong> non sembra parlare di altro e soprattutto i Paesi dell&#8217;UE si chiedono come l&#8217;Italia possa mettere in piedi un governo stabile dinanzi a questi <strong>risultati elettorali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><div id="attachment_132" style="width: 355px" class="wp-caption alignright"><a href="/wp-content/uploads/2013/03/wpid-elezioni.png" target="_blank" title="elezioni - Foto di &copy; Andrey Burmakin - Fotolia"><img class="size-medium wp-image-132" title="elezioni - Foto di &copy; Andrey Burmakin - Fotolia" src="/wp-content/uploads/2013/03/wpid-elezioni.png" alt="elezioni - Foto di &copy; Andrey Burmakin - Fotolia" width="345" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">elezioni - Foto di &copy; Andrey Burmakin - Fotolia</p></div>Il <strong>leader di Movimento 5 Stelle Beppe Grillo</strong> ha ora un <strong>ruolo chiave nella politica italiana</strong> grazie ai risultati elettorali raggiunti dal partito. Grillo, che non vuole rilasciare interviste a quotidiani nazionali, rischia di <strong>impedire ai partiti di formare un Governo</strong>. Il comico vede per&ograve; la situazione sotto un altro punto di vista e ha recentemente dichiarato alla Bbc: &ldquo;<em>Tutti parlano del rischio di ingovernabilit&agrave;, ma questo Paese &egrave; senza governo da anni. Pd e Pdl sono i partiti che hanno ridotto l&rsquo;Italia in ginocchio</em>&rdquo; ed ha aggiunto &ldquo;<em>questa &egrave; gi&agrave; una rivoluzione. &Egrave; gi&agrave; cominciata, non si pu&ograve; fermare. Io non la volevo, non &egrave; mia. Internet cambia le cose: non &egrave; solo un linguaggio, ma uno strumento in grado di modificare la nostra visione del mondo</em>&rdquo;. <br />Nel passato si sono gi&agrave; verificati <strong>in altri Stati dell&#8217;UE simili situazione di ingovernabilit&agrave;</strong>. Come ad esempio in Grecia e in Belgio. C&#8217;&egrave; chi dice che tutta questa instabilit&agrave; non faccia poi cos&igrave; male al Paese, ma che invece forse sar&agrave; l&#8217;inizio di una <strong>nuova fase pi&ugrave; positiva per il Paese</strong>. Il Belgio sta vivendo una situazione analoga a quella italiana da tempo. <strong>Bruxelles ha avuto 541 lunghi giorni&nbsp;di crisi politica</strong>, a partire dalle legislative del&nbsp;13 giugno 2010 e nonostante ci&ograve; &egrave; stato <a title="uno dei Paesi che meglio ha affrontato la crisi" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/04/elezioni-senza-governo-e-felici-caso-del-belgio/515952/" target="_blank">uno dei Paesi che meglio ha affrontato la crisi</a>, grazie soprattutto agli ottimi dati di export, alimentate dalle piccole e medie imprese. <br />Fino a quando dunque verr&agrave; formato il governo non ci resta dunque che sperare in un periodo migliore, che porti una crescita per il nostro Paese.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://delegazionepse.it/ingovernabilit/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
