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	<title>delegazionepse.it &#187; Cultura e istruzione</title>
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		<title>Tra assunzioni e caro libri</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Aug 2013 15:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[la redazione di delegazionepse.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[editori]]></category>
		<category><![CDATA[educatori]]></category>
		<category><![CDATA[introduzione e-book]]></category>
		<category><![CDATA[libri di testo]]></category>
		<category><![CDATA[precari]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo lunghissimi 13 anni finalmente il governo ha dato l&#8217;ok formale per l&#8217;immissione in ruolo dei precari e dei vincitori del concorso. Un calvario che sembra essere arrivato alla fine per 672 dirigenti scolastici e 11.268 tra personale docente ed educativo. Nel dettaglio saranno: 1.274 i docenti destinati alla scuole [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><div id="attachment_153" style="width: 253px" class="wp-caption alignright"><a href="/wp-content/uploads/2013/09/wpid-ritornoascuola.jpg" target="_blank" title="ritorno a scuola - Foto di &copy; marinini - Fotolia"><img class="size-medium wp-image-153" title="ritorno a scuola - Foto di &copy; marinini - Fotolia" src="/wp-content/uploads/2013/09/wpid-ritornoascuola.jpg" alt="ritorno a scuola - Foto di &copy; marinini - Fotolia" width="243" height="182" /></a><p class="wp-caption-text">ritorno a scuola - Foto di &copy; marinini - Fotolia</p></div><strong>Dopo lunghissimi 13 anni</strong> finalmente il governo ha dato l&#8217;ok formale per l&#8217;immissione in ruolo dei precari e dei vincitori del concorso. Un calvario che sembra essere arrivato alla fine <strong>per 672 dirigenti scolastici e 11.268 tra personale docente ed educativo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel dettaglio saranno:</p>
<ul>
<li>1.274 i docenti destinati alla scuole dell&#8217;infanzia,</li>
<li>2.161 alla scuola primaria,</li>
<li>2.919 alle scuole medie,</li>
<li>3.136 alle superiori.</li>
<li>Saranno inoltre 1.648 gli insegnanti di sostegno che riceveranno l&#8217;incarico&nbsp;</li>
<li>68 gli educatori.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>I posti adesso dovranno essere assegnati entro il 31 agosto</strong>. Dopo 13 anni di attese, ora la corsa &egrave; a tutta velocit&agrave; e sar&agrave; compito degli ambiti territoriali provinciali assegnarli alle scuole. <strong>I posti saranno divisi in maniera equa tra i vincitori del concorso e i precari iscritti alle liste provinciali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo mentre ancora gli insegnanti tornano nell&#8217;occhio del ciclone (insieme in realt&aacute; agli editori scolastici e al Ministero dell&#8217;Istruzione), incolpati dai genitori di scegliere troppi libri di testo e troppo cari. Il sospiro di sollievo infatti non lo tirano i genitori che anche per quest&#8217;anno dovranno affrontare un rincaro sul prezzo dei testi scolastici. Il <a title="Codacons" href="http://www.codacons.it/" target="_blank">Codacons</a> ha parlato di un <strong>aumento del 3,5% rispetto all&#8217;anno scorso</strong>. Tradotto in euro ogni famiglia, tra libri, accessori e oggetti di cancelleria, dovr&agrave; sborsare 1.000 euro durante l&#8217;anno scolastico. E met&agrave; della spesa &egrave; occupata proprio dai libri scolastici che continuano a rappresentare la spesa maggiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto gli e-book e i testi in formato misto, che dovevano sostituire i cartacei, verranno introdotti non prima dell&#8217;anno scolastico 2015/2016. Il Ministero dell&#8217;Istruzione infatti ha dovuto fare i conti con <strong>il ricorso al Tar inoltrato dagli editori</strong>, che hanno temuto che un&#8217;improvvisa introduzione degli e-book avrebbe potuto vanificare i loro investimenti nei testi cartacei.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Tagli all&#8217;istruzione</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Mar 2013 07:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[la redazione di delegazionepse.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[investimento]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[tagli sull'istruzione]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia ha tagliato pi&#249; di ogni altro Paese europeo sull&#8217;istruzione. Sono tempi difficili per l&#8217;Europa, che sta cercando di superare questa crisi adottando diverse soluzioni. Ma il taglio all&#8217;istruzione non &#232; di certo la soluzione giusta per risolvere il problema. A sottolinearlo anche l&#8217;UE, che trova inadeguati i tagli sull&#8217;istruzione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia ha tagliato pi&ugrave; di ogni altro Paese europeo sull&#8217;istruzione. Sono <strong>tempi difficili per l&#8217;Europa</strong>, che sta cercando di superare questa crisi adottando diverse soluzioni. Ma il taglio all&#8217;istruzione non &egrave; di certo la soluzione giusta per risolvere il problema. A sottolinearlo anche l&#8217;UE, che trova <strong>inadeguati i tagli sull&#8217;istruzione attuati dall&#8217;Italia</strong>. La <a title="Commissione Europea" href="http://ec.europa.eu/index_it.htm" target="_blank">Commissione Europea</a> ha ripreso l&#8217;Italia dicendo: &#8220;<em>Sono tempi difficili per le finanze nazionali ma abbiamo bisogno di un approccio coerente in tema di investimenti pubblici nell&#8217;istruzione e nella formazione poich&eacute; questa &egrave; la chiave per il futuro dei nostri giovani e per la ripresa di un&#8217;economia sostenibile nel lungo periodo</em>&#8220;. La crisi c&#8217;&eacute; e questo &egrave; un dato di fatto, ma occorre capire quali siano i tagli migliori da fare risparmiando settori importanti quali l&#8217;istruzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><div id="attachment_142" style="width: 334px" class="wp-caption alignright"><a href="/wp-content/uploads/2013/03/wpid-istruzione.png" target="_blank" title="istruzione - Foto di &copy; Minerva Studio - Fotolia"><img class="size-medium wp-image-142" title="istruzione - Foto di &copy; Minerva Studio - Fotolia" src="/wp-content/uploads/2013/03/wpid-istruzione.png" alt="istruzione - Foto di &copy; Minerva Studio - Fotolia" width="324" height="216" /></a><p class="wp-caption-text">istruzione - Foto di &copy; Minerva Studio - Fotolia</p></div><strong>Androulla Vassiliou</strong>, il commissario europeo responsabile per l&#8217;istruzione, la cultura, il multilinguismo e la giovent&ugrave;, ha affermato che: &#8220;<em>Se gli Stati membri non investono adeguatamente nella modernizzazione dell&#8217;istruzione e delle abilit&agrave; ci troveremo sempre pi&ugrave; arretrati rispetto ai nostri concorrenti globali e avremo difficolt&agrave; ad affrontare il problema della disoccupazione giovanile</em>&#8220;. L&#8217;Italia ha iniziato a tagliare pesantemente sull&#8217;istruzione dal 2008 con la <a title="riforma Gelmini" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/09/Scuola-sindacati-Gelmini-riforma.shtml?uuid=c4d43306-8654-11dd-96c0-d66fc13e6" target="_blank">riforma Gelmini</a> e ora il Paese si trova dinanzi ad una crisi economica che non riesce pi&ugrave; a gestire. Continuano dunque i tagli, ma nella direzione sbagliata. Altri Stati membro europei colpiti dalla crisi hanno deciso ad esempio di tagliare in vari settori, ma di <strong>incrementare l&#8217;investimento nell&#8217;istruzione</strong> perch&eacute; di fondamentale importanza per il futuro di qualsiasi Paese. Ad esempio Lussemburgo, Danimarca, Austria e Svezia nonostante le difficolt&agrave; economiche degli ultimi tempi hanno scommesso sulla scuola incrementando le risorse.</p>
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		<title>Laurea: serve ancora?</title>
		<link>https://delegazionepse.it/laurea-serve-ancora/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 07:26:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[la redazione di delegazionepse.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere equo e sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupati]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[pezzo di carta]]></category>
		<category><![CDATA[under 35]]></category>

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		<description><![CDATA[Il valore culturale della laurea non vogliamo metterlo in dubbio. Tra riforme, corsi di laurea dalla dubbia utilit&#224;, fuoricorso e nepotismi di vario genere, siamo tuttavia convinti che il percorso universitario sia un cammino impegnativo, quanto eccellente. Ma oggi ci chiediamo se la tanto agognata laurea sia ancora la chiave [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><div id="attachment_128" style="width: 312px" class="wp-caption alignleft"><a href="/wp-content/uploads/2013/03/wpid-laurea.jpg" target="_blank" title="laurea - Foto di &copy; ?????????&reg; - Fotolia"><img class="size-medium wp-image-128" title="laurea - Foto di &copy; ?????????&reg; - Fotolia" src="/wp-content/uploads/2013/03/wpid-laurea.jpg" alt="laurea - Foto di &copy; ?????????&reg; - Fotolia" width="302" height="208" /></a><p class="wp-caption-text">laurea - Foto di &copy; ?????????&reg; - Fotolia</p></div>Il valore culturale della laurea non vogliamo metterlo in dubbio. Tra riforme, corsi di laurea dalla dubbia utilit&agrave;, fuoricorso e nepotismi di vario genere, siamo tuttavia convinti che il percorso universitario sia un cammino impegnativo, quanto eccellente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma oggi ci chiediamo se la tanto agognata laurea sia ancora la chiave d&#8217;accesso per il mondo del lavoro e, stando alle ultime notizie, la risposta sembra essere negativa. Complice una crisi senza precedenti, nel 2012 si &eacute; toccato il triste record di ben <strong>200 mila dottori under 35 senza lavoro</strong>, una tendenza in crescita rispetto al 2011: una cifra che &egrave; il 48% in pi&ugrave; rispetto a quella nel 2008. Dati allarmanti, che vanno a colpire <strong>in particolar modo le ragazze e gli studenti nel sud Italia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il Rapporto Istat-Cnel sul <a title="Benessere equo e sostenibile" href="http://www.misuredelbenessere.it/" target="_blank">Benessere equo e sostenibile</a> nel 2011 in Italia soltanto il 20,3% dei ragazzi tra i 30 e i 34 anni ha conseguito un titolo di studio universitario, praticamente <strong>la percentuale pi&ugrave; bassa di tutta Europa</strong>. Guardando nel dettaglio emerge come nel nostro Paese ci siano circa 197 mila disoccupati laureati, considerando la fascia d&#8217;et&agrave; fino ai 34 anni, segnando cos&igrave; un aumento rispetto all&#8217;anno scorso del 27,6%.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Un pezzo di carta inutile?</h2>
<p style="text-align: justify;">A guardare i dati sulla disoccupazione in generale non si direbbe in verit&agrave;. Se i giovani sotto i 35 anni laureati presentano un tasso di disoccupazione pari al 14,7%, i loro coetanei con il diploma presentano un tasso al 18,9%, mentre quelli che si sono fermati solo alle medie al 24,8%, molto vicini a chi ha solo ricevuto l&#8217;istruzione elementare, al 24,9%. Secondo queste percentuali quindi anche in tempi di crisi nera la laurea pu&ograve; diventare una via d&#8217;accesso privilegiata nella ricerca di un impiego.</p>
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